Artaserse, libretto, Roma, Amidei, 1749

 ARTASERSE
 
 
    Drama per musica da rappresentarsi nel teatro di Torre Argentina nel carnevale dell’anno MDCCXLIX, dedicato all’inclito popolo romano.
    In Roma, 1749, si vendono da Fausto Amidei libraro al Corso sotto il palazzo del signor marchese Raggi, per il Salomoni nella piazza di Sant’Ignazio, con licenza de’ superiori.
 
 
 All’inclito popolo romano gl’impresari.
 
    Comparisce ora per la quarta volta su queste scene l’Artaserse, drama più perfetto che abbia il teatro italiano. Tutti gli ordini delle persone di questa inclita città sempre mai concorsero nell’applaudire sommamente al felice ingegno del chiarissimo autore ed a gloriarsi di contare fra suoi cittadini un sì illustre poeta. Questo giusto sentimento di piacere e di lode, ci obbliga a presentarlo ora di bel nuovo a voi inclito popolo romano; voi prima di ogni altro ne conosceste i pregi, ne’ vostri cuori questo nobilissimo libro svegliò meraviglia e diletto. Degnatevi dunque di secondare il primo vostro ottimo giudizio e gradite come è costume del gentile animo vostro, l’offerta che ora vi facciamo.
 
 
 ARGOMENTO
 
    Artabano prefetto delle guardie reali di Serse vedendo ogni giorno diminuirsi la potenza del suo re dopo le disfatte ricevute da’ Greci, sperò di poter sagrificare alla propria ambizione col sudetto Serse tutta la famiglia reale e salir sul trono della Persia. Valendosi perciò del comodo che li prestava la famigliarità ed amicizia del suo signore, entrò di notte nelle stanze di Serse e l’uccise. Irritò quindi i principi reali figli di Serse l’uno contro l’altro in modo che Artaserse uno de’ sudetti figli fece uccidere il proprio fratello Dario, credendolo parricida per insinuazione d’Artabano. Mancava solo a compire i disegni del traditore la morte d’Artaserse, la quale da lui preparata e per vari accidenti, i quali prestano al presente drama gli ornamenti episodici, differita, finalmente non può eseguirsi, essendo scoperto il tradimento ed assicurato Artaserse, il quale scoprimento e sicurezza è l’azione principale del drama (Giustino, libro III, capitolo I).
    L’azione del drama si rappresenta nella città di Susa, reggia de’ monarchi persiani.
    Per adattarsi al gusto presente, che ama la brevità, si è stimato opportuno di accennare alcuni recitativi e togliere poche arie. Gli uni e le altre però si stampano e sarà il tutto contrasegnato con due virgole. Non si è poi fatta altra alterazione al drama che quella di aggiungere la scena ultima del secondo atto.
 
 
 COREOGRAFO
 
    Inventore e direttore de’ balli il signor Stefano Manetti.
 
 
 COSTUMISTI
 
    Inventore degl’abiti e sartore il signor Guglielmo Wanbackel romano e il signor Giuseppe Pedocca milanese. Ricamatore degl’abiti il signor Pietro Villa.
 
 
 PROTESTA
 
    Le parole idolo, adorare, destino, deità e simili, sono ornamenti poetici, non sentimenti dell’autore il quale si protesta d’esser vero cattolico.
 
 
 PERSONAGGI
 
 ARTASERSE principe e poi re di Persia, amico d’Arbace ed amante di Semira
 (il signor Antonio Donini)
 MANDANE sorella d’Artaserse ed amante d’Arbace
 (il signor Giuseppe Sidotti)
 ARTABANO prefetto delle guardie reali, padre di Arbace e di Semira
 (il signor Ottavio Albuzi)
 ARBACE amico d’Artaserse ed amante di Mandane
 (il signor Gioacchino Conti detto Gizziello)
 SEMIRA sorella d’Arbace ed amante d’Artaserse
 (il signor Emmanuele Cornacchini)
 MEGABISE generale dell’armi e confidente d’Artabano
 (il signor Francesco Pascalini)
 
    La musica è del signor Niccolò Jommelli, maestro di cappella napoletano e accademico filarmonico di Bologna.
 
 
 MUTAZIONI DI SCENE
 
    Nell’atto primo: giardino interno nel palazzo de’ re di Persia corrispondente a diversi appartamenti, vista della reggia, notte con luna; reggia.
    Nell’atto secondo: appartamenti reali; gran sala del real consiglio con trono da un lato, sedili dall’altro per i grandi del regno, tavolino e sedia alla destra del medesimo trono.
    Nell’atto terzo: parte interna della fortezza, nella quale è ritenuto prigione Arbace, cancelli in prospetto, picciola porta a mano destra, per la quale si ascende alla reggia; gabinetto; luogo magnifico destinato per la coronazione di Artaserse, trono da un lato con sopra scettro e corona, ara nel mezzo con simulacro del Sole.
 
    Ingegniere e pittor delle scene il signor Giuseppe Aldobrandini bolognese.