Il mondo della luna, libretto, Milano, Malatesta, 1751

 ATTO SECONDO
 
 SCENA PRIMA
 
 Giardino delizioso in casa di Eclitico, rafigurato nel mondo della luna, ove si rappresentano alcune stravaganze ordinate da Eclitico per deludere Buonafede.
 
 BUONAFEDE che dorme sopra letto di fiori. ECLITICO e LISETTA
 
 LISETTA
 Che cose di stupor voi mi narrate!
 Il tutto seguirà felicemente?
 ECLITICO
620Certo, non dubitate.
 LISETTA
 Ma Checchino sarà poi mio consorte?
 ECLITICO
 Sì; di Flaminia sarà sposo Ernesto,
 io stringerò Clarice;
 oggi ciascun di noi sarà felice.
625Le machine son pronte,
 son pronti i giuochi, i suoni, i balli e i canti,
 cose che pareran prodigi e incanti.
 LISETTA
 Ma Flaminia e Clarice
 son del tutto avvisate?
 ECLITICO
                                           Il tutto sanno
630e ad ogni mio disegno aderiranno.
 Ecco qui Buonafede,
 nel mondo della luna egli ancor dorme
 e quando sia destato
 esser non crederà nel mio giardino
635ma nel mondo lunare
 fra le delizie pellegrine e rare.
 LISETTA
 Ma che dovrò io fare?
 ECLITICO
 Ponetevi ancor voi in questo luogo;
 fingete di dormire.
 LISETTA
640Ma come crederà che qui sia giunta?
 ECLITICO
 Non dubitate, con una favoletta,
 che ho già ben preparata,
 di creder deve al certo
 che una nuvola v’abbia qui portata.
645Or tempo è di svegliarlo,
 con questo sal volatile,
 sciogliendo i spirti che fissati ha l’opio,
 in sé ritornerà.
 LISETTA
 Ed io per esser pronta
650a sostener di far la mia figura,
 vado a fare la mia caricatura. (Lisetta va a dormire ed Eclitico sveglia Buonafede)
 
 SCENA II
 
 BUONAFEDE, ECLITICO, poi LISETTA
 
 BUONAFEDE
 Flaminia...
 ECLITICO
                       Ei chiama la figliuola...
 BUONAFEDE
 Ehi, Clarice... Lisetta...
 ECLITICO
 Ora si va svegliando.
 BUONAFEDE
                                         Ehi; dove sono?
 BUONAFEDE
655Olà, chi siete?
 ECLITICO
                             Oh! Bella.
 Che, non mi conoscete?
 Non ravisate Eclitico?
 BUONAFEDE
 Sì. Ma dove siam noi?
 ECLITICO
 Dove la sorte tutti i beni aduna,
660nel bellissimo mondo della luna.
 BUONAFEDE
 Eh! Mi burlate...
 ECLITICO
                                 E non vi ricordate
 che abbiamo fatto per venir quassù?
 E poi non v’accorgete
 dallo splendor che fa più bello il giorno,
665dall’aria salutar che spira intorno.
 BUONAFEDE
 È vero; oh che bel giorno!
 Oh che aria dolcissima e soave!
 ECLITICO
 Mirate a’ vostri piedi
 dal bel terren fecondo
670nascer le rose e i gigli. (Li vede spontar e nascer fiori)
 BUONAFEDE
                                            Oh che bel mondo!
 ECLITICO
 Udite il dolce canto
 degli augelli canori.
 BUONAFEDE
                                       Oh, che contento!
 Son fuor di me; non so dove mi sia. (Si sente un concertino che immita il canto degli uccelli)
 ECLITICO
 Udite l’armonia
675ch’esce dagli arbuscelli
 agitati dai dolci venticelli.
 BUONAFEDE
 Bravi, bravi, bravissimi.
 Gli alberi in questo mondo
 suonan meglio dei nostri sonatori.
 ECLITICO
680Or vedrete ballar ninfe e pastori.
 BUONAFEDE
 Oh che ninfe gentili! Oh che fortuna!
 Oh benedetto il mondo della luna! (Un concerto de ballerini che danzano intorno a Buonafede)
 
    Che mondo amabile,
 che impareggiabile
685felicità!
 
    Gli alberi suonano,
 gli augelli cantano,
 le ninfe ballano,
 gli echi rispondono;
690tutto è godibile,
 tutto è beltà.
 
    Che mondo amabile,
 che impareggiabile
 felicità!
 
695Ma sa l’imperatore
 ch’io qui son arrivato?
 ECLITICO
 L’ho di tutto informato.
 BUONAFEDE
 E delle mie figliuole e della serva?
 ECLITICO
 Oh prodigio! Oh stupor! Or via, sentite,
700inarcate le ciglia e poi stupite.
 Subito ch’ebbe inteso
 l’arrivo vostro qui, la gran premura
 che feci per le figlie e per la serva,
 «Ho inteso» ei disse. «Ho inteso.
705Le vorreste con voi;
 andrà per consolarle
 una stella cometa ad invitarle».
 Subito in un istante
 partitasi la stella al gran comando
710andò nel nostro mondo,
 trovò le vostre figlie con Lisetta
 ma lei la poveretta
 credette al bel invito,
 non già le vostre figlie,
715ond’è che in quell’istante fu elevata
 ed in questo bel mondo trasportata.
 BUONAFEDE
 Quasi quasi che a loro io do ragione,
 perché hanno cognizione
 che le stelle comete
720portan cattivo augurio;
 ma ditemi, dove è Lisetta adesso?
 ECLITICO
 Vedete là che dorme.
 BUONAFEDE
                                         Oh? Poverina!
 Dormi, dormi mia bella colombina.
 Ma pur tengo una rabbia
725con quelle due sguaiate...
 ECLITICO
 Non vi maravigliate,
 perché le nostre donne
 han ius particolar a questo impero,
 perché va con la luna il lor pensiero.
 BUONAFEDE
730Ditemi, in questo mondo
 son le donne cortesi?
 ECLITICO
                                         Cortesissime.
 Non fan come le nostre
 ch’aman per interesse e a caro prezzo
 vendono un riso, un vezzo; oh, se tornassi
735adesso al nostro mondo,
 non sarei così tondo
 di correr dietro a quelle donne avare
 che sogliono pigliare; alle lusinghe
 io più non crederei
740e a ciascuna di lor così direi:
 
    Donne belle che pigliate
 io giammai vi crederò.
 Via, piangete, via, pregate,
 io di voi mi riderò.
 
745   «Io vi voglio tanto bene...»
 Maledette, non vi credo.
 «Per voi, caro, io vivo in pene...»
 Maledette, vi conosco.
 «Ah, che moro, mio tesoro,
750quanto affetto, mio diletto...»
 Galeotte, disgraziate,
 non mi state a corbellar.
 
 SCENA III
 
 BUONAFEDE, LISETTA che si sveglia
 
 BUONAFEDE
 Parmi che dica il vero; anzi Lisetta
 ora è meco amorosa, or sdegnosetta;
755ma eccola, si sveglia.
 LISETTA
 Oimè! Dove mi trovo...
 Dormo? Sogno? Vaneggio?
 Oimè resto incantata.
 BUONAFEDE
 Lisetta ben rivata;
760vedi, sei qui con noi.
 Fortunata davver chiamar ti puoi.
 LISETTA
 Ma dove siam?
 BUONAFEDE
                               Nel mondo della luna.
 LISETTA
 Mi volete burlar.
 BUONAFEDE
                                  No, te lo giuro.
 Questo è il mondo lunar, te l’assicuro.
 LISETTA
765Adunque sarà vero
 che una nuvola qui m’avrà portata?
 Io mi credevo d’essermi sognata.
 BUONAFEDE
 Sei stata fortunata;
 perché ti porto amore,
770sei venuta a goder sì grand’onore.
 LISETTA
 Ma qui che far dovrò?
 BUONAFEDE
 Quello che devi far t’insegnerò.
 Tu devi voler bene al tuo padrone.
 LISETTA
 E non altro?
 BUONAFEDE
                          Tu devi
775fargli qualche carrezza.
 LISETTA
 Lo sapete, signor, non sono avvezza.
 BUONAFEDE
 Credi forse che quivi
 si faccian le carrezze
 con la malizia che si fan da noi?
780Qui ognuno si vuol ben con innocenza
 e sbandita è quassù la maldicenza.
 LISETTA
 (Quanto crede costui).
 Oh! Se fosse così saria pur bello
 questo mondo lunar.
 BUONAFEDE
                                         Credilo, è tale.
 LISETTA
785Questo mi piace assai.
 BUONAFEDE
                                            Vien qua Lisetta,
 dammi la tua manina.
 LISETTA
                                            Oh, signor no.
 BUONAFEDE
 Perché?
 LISETTA
                  Perché non so
 se nel vostro operar vi sia tristizia.
 BUONAFEDE
 Oh qui tutto si fa senza malizia.
 LISETTA
790Quand’è così, prendete.
 BUONAFEDE
                                              Oh cara mano.
 LISETTA
 Piano, signore, piano.
 Voi me l’avete stretta sì furioso
 che mi parete alquanto malizioso.
 BUONAFEDE
 Io sono innocentino,
795credi, Lisetta mia, come un bambino.
 LISETTA
 Che caro bambinello.
 (Egli è tanto innocente quanto è bello).
 BUONAFEDE
 Che dite? Ch’io son bello?
 LISETTA
                                                  Signorsì.
 BUONAFEDE
 Quando lo dite voi, sarà così.
 LISETTA
800(È pazzo più che mai).
 BUONAFEDE
 Via Lisetina mia,
 datemi un abbraccino.
 LISETTA
                                            Oh questo no.
 BUONAFEDE
 Senza malizia già t’abbraccierò.
 LISETTA
 Quando fosse così...
 BUONAFEDE
                                       Così sarà.
 LISETTA
805Non mi fido.
 BUONAFEDE
                           Pietà.
 LISETTA
 Se pietà mi chiedete,
 malizioso voi siete.
 BUONAFEDE
 Ah! Malizia non ho.
 LISETTA
 Ma cosa è quel sospiro?
 BUONAFEDE
                                              Io non lo so.
 
810   Non aver di me sospetto,
 malizioso non ho il core.
 
 LISETTA
 
 Vi conosco bel furbetto,
 malizioso è il vostro amore.
 
 BUONAFEDE
 
 Non è ver.
 
 LISETTA
 
                      Non me ne fido.
 
 BUONAFEDE
 
815Son pupillo.
 
 LISETTA
 
                         Io me ne rido.
 
 BUONAFEDE
 
 Via, carina, una manina.
 
 LISETTA
 
 No, non voglio.
 
 BUONAFEDE
 
                              Oh crudeltà!
 
    Come fo alla mia cagnina,
 le carrezze io ti farò.
 
 LISETTA
 
820   Ed io qual da una gattina
 le carrezze accetterò.
 
 BUONAFEDE
 
    Vieni, o cara barboncina.
 
 LISETTA
 
 Vieni, o bella piccinina.
 
 BUONAFEDE
 
 Vieni a me, non abbaiar.
 
 LISETTA
 
825Frusta via, mi vuoi grafiar.
 
 SCENA IV
 
 Cortile.
 
 FLAMINIA, ERNESTO e CLARICE
 
 ERNESTO
 Se il ciel seconda l’innocente frode,
 credete, amato ben, sarem felici.
 FLAMINIA
 Ah, lo volesse il ciel, anima mia,
 ma temo il genitore,
830che l’inganno non scopra.
 CLARICE
 Nol credete, germana;
 Eclitico mi disse che il buon uomo
 di nostro padre crede
 d’essere già nel mondo della luna.
 ERNESTO
835E a tal effetto quivi
 son venuto avisarvi
 che bisogna ambedue colà portarci.
 Nel suo giardino Eclitico vi aspetta
 con una machinetta,
840per presentarvi al vostro genitore,
 con sua gran meraviglia e gran stupore.
 Intanto, o mia diletta,
 parto ma in dolce pegno
 della mia tenerezza il cor vi lascio.
 FLAMINIA
845Voi siete il mio contento;
 ah, che tutta per voi struger mi sento.
 ERNESTO
 
    Delira il mio core
 ripieno d’amore;
 osservalo e poi
850deridi, se puoi,
 un’alma fedele
 che cerca pietà.
 
    Lontana dal vostro
 vezzoso sembiante,
855quest’anima amante
 no, viver non sa.
 
 SCENA V
 
 FLAMINIA e CLARICE
 
 CLARICE
 Cara sorella mia, a quel che veggio
 è questa la più bella
 nuova che abbia potuta darci Ernesto.
860Insomma, è ver, presto saremo spose
 co’ nostri cari amanti
 e sbanditi saran sospiri e pianti.
 FLAMINIA
 Credula troppo siete
 ed io ognor pavento
865che non riesca il sospirato intento.
 CLARICE
 Oh! Voi affoghereste
 certo in un bicchier d’acqua;
 io so che vuo’ sperar questa fortuna,
 che se poi mi tradisce,
870saprò ben io senza dubbiezza alcuna
 sposo trovar nel regno della luna.
 
    Un altro amante
 mi troverò;
 giovane o vecchio,
875lo prenderò.
 Basta ch’egli abbia
 molti quattrini;
 a me non piacciono
 certi zerbini
880che innamorati
 sono affamati
 e altro non fanno
 che sospirar.
 
    Non son di quelle
885che fan l’amore
 per il solletico
 del pizzicore;
 vuo’ maritarmi
 per accasarmi,
890per non avere
 più da penar.
 
 SCENA VI
 
 FLAMINIA sola
 
 FLAMINIA
 Se mi riesce il sospirato inganno,
 alfin sarò felice;
 ma rispetto ed amore
895vengono a fier cimento entro al mio core.
 Ah, che ingannare un padre
 per appagar l’affetto, oh dio! non posso;
 e senza il caro amante,
 che il genitor mi niega, io non vivrei.
900Padre... Amor... Che farò? Consiglio, oh dei!
 
    Dall’amore e dal rispetto
 agitato il cor mi sento
 e da un barbaro tormento
 son portata a naufragar.
 
905   Giusti dei, che in me vedete
 il candor de’ pensier miei,
 a pietà, deh, vi movete,
 date tregua al mio penar.
 
 SCENA VII
 
 Gran sala con trono caprizioso.
 
 CECCO vestito da imperatore della luna. ERNESTO vestito alla lunare con stella in fronte e seguito di gente lunare. Poi BUONAFEDE, ECLITICO e LISETTA
 
 ECLITICO
 Vedete? Ecco già preparato
910per darci udienza il tutto apparecchiato.
 BUONAFEDE
 Come avrò a contenermi,
 quante gran riverenze avrò da farci?
 ECLITICO
 Il nostro buon monarca
 non vuol adulatori; egli è un signore
915che è tagliato alla buona e di buon cuore.
 LISETTA
 Andiam; non vedo l’ora di vederlo.
 BUONAFEDE
 Ma quanto in anticamera
 aspettar ci farà?
 ECLITICO
                                 Qui in anticamera
 sospirar non si sente o delirare;
920ognuno puol entrare,
 ognuno puol andar dal suo sovrano
 e può bacciargli il piè, non che la mano.
 Ma fermate; s’appressa;
 in disparte venite un sol momento.
 BUONAFEDE
925Vengo. Aspettate un poco.
 LISETTA
                                                  Oh che contento!
 
 SCENA VIII
 
 CECCO vestito da imperatore, ERNESTO vestito alla lunare
 
 ERNESTO
 Cecco, falla pulita;
 vedi là Buonafede con Lisetta.
 CECCO
 Pronto sarò per far quanto s’aspetta.
 Vuo’ procurar finch’è la sorte amica
930il premio conseguir di mia fatica. (Eclitico fa fare delle riverenze a Buonafede)
 BUONAFEDE
 Umilmente m’inchino
 a vostra maestà.
 LISETTA
                                 Anch’io serva li sono.
 CECCO
 E chi mai siete voi
 che indrizza i suoi saluti
935alla maestà nostra e non a noi.
 ERNESTO
 Perdoni, ei fa l’usanza
 del mondo sublunar, ov’egli è nato.
 CECCO
 Sì sì. Son informato
 che là nel vostro mondo
940trionfa l’albagia,
 che di titoli mai v’è carestia.
 BUONAFEDE
 Dice ben... Ma? che vedo!
 Quivi il signor Ernesto?
 ERNESTO
                                              V’ingannate,
 io stella sono ed Espero mi chiamo;
945e quando il cielo imbruna,
 esco primiera a vagheggiar la luna.
 Sortito avrà l’influsso
 quel ch’Ernesto s’appella
 dalla costellazion della mia stella.
 BUONAFEDE
950Io non so che mi dire.
 CECCO
                                           Or che vi pare?
 Vi piace il nostro mondo?
 BUONAFEDE
                                                 In fede mia
 a chi un mondo sì bel non piaceria?
 Ma per esser contento,
 una grazia, signor, ancor vi chiedo.
 CECCO
955Chiedete pur, che tutto vi concedo.
 BUONAFEDE
 Ho due figlie...
 CECCO
                              V’ho inteso.
 Io le farò venir ma con un patto,
 che vuo’ senza recarvi dispiacere
 maritarle tra noi a mio piacere.
 BUONAFEDE
960Signora maestà lei mi fa onore
 e degno non son io di tal favore.
 LISETTA
 Signor imperatore io vi scongiuro
 invece di due spose a farne tre
 e ad aggiunger in terzo ancora me.
 BUONAFEDE
965Come, che dici?
 CECCO
                                Zitto.
 Accostatevi un po’, bella ragazza,
 e con me favellate;
 or ditemi un pochino.
 (Lisetta sarai mia?)
 LISETTA
970(Mi par mille anni, credilo Cecchino).
 BUONAFEDE
 (Io non vorrei che il nostro imperatore
 mi facesse l’onore
 di rapirmi Lisetta).
 CECCO
 Eclitico, sentite,
975Buonafede, ascoltate, il primo eleggo
 di nostra corte gran cerimoniere
 e voi della novella nostra sposa
 sarete il suo bracciere.
 ECLITICO
 Ringrazio la gran bontà
980della vostra maestà.
 BUONAFEDE
 Anch’io faccio l’istesso.
 Ma la sposa dov’è?
 CECCO
                                     Sentite adesso;
 Lisetta vezzosetta e graziosina
 vi dichiaro lunatica regina.
 ECLITICO
985Eh!...
 BUONAFEDE
              Ih!...
 LISETTA
                          Oh!...
 CECCO
                                       E ben, che dite?
 Ecco il trono per voi, se l’aggradite.
 LISETTA
 Il trono? Oimè! Non so;
 sono fra il sì ed il no.
 Ma questa è una gran sorte; vengo tosto.
 BUONAFEDE
990Dove, dove, Lisetta?
 LISETTA
 A ricever la grazia
 del nostro imperatore,
 già ch’egli mi vuol far sì grand’onore.
 BUONAFEDE
 Come! Non ti vergogni,
995non hai timore della sua tristizia?
 LISETTA
 Eh, qui tutto si fa senza malizia.
 BUONAFEDE
 Lisetta, bada bene.
 LISETTA
                                      È innocentino
 il nostro imperator, come un bambino.
 CECCO
 Che tardate? Oramai già stanco sono.
1000Non voglio più aspettar; al trono, al trono.
 LISETTA
 
    Se la comanda, sì venirò;
 signor padrone, cosa sarà?
 Imperatrice dunque sarò.
 Oh, fosse almeno la verità.
 
1005   Sento nel core certo vapore
 che m’empie tutta di nobiltà.
 
 SCENA IX
 
 CECCO, BUONAFEDE ed ECLITICO
 
 BUONAFEDE
 Signor...
 CECCO
                   Lo so che siete innamorato
 in que’ begl’occhi suoi;
 ma questa volta la vogliam per noi.
1010D’Eclitico sia cura
 la pompa preparar di nostre nozze
 e sia maravigliosa,
 per far onore alla sovrana sposa.
 ECLITICO
 Sarà compito il tutto.
 CECCO
1015Che dite? (A Buonafede)
 BUONAFEDE
                      Dico che nel nostro mondo
 una disparità così ineguale
 certo non si daria
 (e pur sento un tantin di gelosia).
 CECCO
 E per questo talor si dà in pazzia.
1020Nel vostro basso mondo
 due cattivi mezzani
 soglian far qualche volta i matrimoni,
 uno è il capriccio e l’altro è l’interesse;
 dal primo ne provien la sazietà,
1025dal secondo la nera infedeltà.
 Lodate il male e criticate il bene
 e in questa guisa tutti
 v’andate a procurar travagli e pene.
 
    Un avaro suda e pena
1030e poi creppa e se ne va,
 un superbo senza cena
 vuol rispetto e pan non ha.
 Un geloso è tormentato,
 un corrente criticato,
1035quasi tutti al vostro mondo
 siete pazzi in verità.
 
    Chi sospira per amore,
 chi delira per furore,
 chi sta bene e vuol star male,
1040chi ha gran fumo e poco sale,
 al roverscio tutto va,
 siete pazzi in verità.
 
 SCENA X
 
 BUONAFEDE solo
 
 BUONAFEDE
 Capperi! Di tutto egli è informato;
 io resto stupefatto;
1045questo è un mondo assai bello, assai ben fatto.
 Me lo voglio goder, vuo’ andar girando
 per questa ch’esser credo
 la principal città;
 non so s’abbia d’andar di là o di qua.
 ECLITICO
1050Di qua, di qua. (Eclitico li fa l’eco)
 BUONAFEDE
                                Oh questa sì che è bella;
 ognuno a sé mi appella
 e mi sento a chiamar di qua, di là.
 ECLITICO
 Di là, di là.
 BUONAFEDE
                       E siam sempre da capo.
 Vorrei venire e non vorrei venire,
1055sono fra il sì ed il no.
 ECLITICO
 No no no.
 BUONAFEDE
 No di qua, no di là.
 Dunque resterò qui
 sempre fermo così.
 ECLITICO
1060Sì sì sì.
 BUONAFEDE
 Ah, ch’io vi ho capito,
 farò quel che mi pare,
 me la voglio scialare
 e stare allegramente,
1065vuo’ divertirmi e non pensar a niente.
 
    Vuo’ stare allegramente,
 vuo’ prendermi solazzo,
 fo bene a far così.
 
 ECLITICO
 
 Sì sì.
 
 BUONAFEDE
 
1070   C’è chi mi dice sì,
 c’è chi mi dice no.
 
 ECLITICO
 
 No no.
 
 BUONAFEDE
 
    O l’uno o l’altro è pazzo
 o siamo pazzi in tre.
 
 SCENA XI
 
 FLAMINIA, poi ERNESTO
 
 FLAMINIA
1075Non si perda più tempo, ora secondi
 mi sono amore e sorte.
 ERNESTO
 Dove è Flaminia?
 FLAMINIA
 D’Eclitico al giardino
 Clarice già ancor essa s’è portata,
1080ma con quest’abiti?
 Dite, come degg’io chiamarvi?
 Mio bene o pur Lunatico.
 ERNESTO
 Flaminia, voi scherzate;
 ma alfine è così grande
1085il piacer ch’ho in vedervi
 che non so cominciare alcun discorso;
 fin che v’ho ragionato
 co’ soli sguardi miei,
 mi pareva che mille e mille cose
1090io vi dovessi dir, or che mi trovo
 per questo stratagemma
 di potervi parlare in libertade,
 la gioia opprime il core
 e divien muto sul mio labbro amore.
 FLAMINIA
1095Io posso, amato Ernesto,
 a voi lo stesso dir; sarei felice,
 se tutto ciò che io sento
 il vostro cor provasse e che io potessi
 dalla mia giudicar dell’alma vostra.
 ERNESTO
1100Mio bene andiamo, andiamo,
 già che la sorte arride
 e al nostro oprar felicità ci mostra.
 FLAMINIA
 
    Parto ma volgi ancora
 un guardo a chi t’adora
1105e mi consola il cor.
 
 ERNESTO
 
    Parto ma col tuo core
 l’alma fedel sen viene
 su l’ali dell’amor.
 
 A DUE
 
    Che amabile contento,
1110se penso a quel momento
 che goderò il tuo cor. (Partono)
 
 SCENA XII
 
 Gran cortille apparato per la coronazione di Lisetta.
 
 Carro trionfale, sopra CECCO da imperatore, LISETTA vestita da imperatrice, ERNESTO a’ piedi del carro, ECLITICO, BUONAFEDE vestiti alla lunare dalle parti laterali di detto carro, poi FLAMINIA e CLARICE parimente vestite alla lunare, che si vedono scendere da una nuvola, gran sinfonia e seguito di gente lunare
 
 BUONAFEDE
 Eccelso imperator la fortunata
 sola Lisetta è stata.
 Le povere mie figlie
1115ancor non hanno avuto la fortuna
 di venire nel mondo della luna.
 CECCO
 Un araldo lunare ha già recato
 che in viaggio sono e che saran fra poco
 ancor esse discese in questo loco.
 BUONAFEDE
1120Perché dite discese e non ascese?
 Per venire dal nostro a questo mondo,
 signor, si sale in su;
 or perché dite voi scendono in giù?
 CECCO
 Voi poco ne sapete; il nostro mondo
1125come un pallon rotondo
 dal cielo è circondato
 e da qualunque lato
 che l’uom verso la luna il cammin prenda,
 convien dir che discenda e non ascenda.
 BUONAFEDE
1130Son ignorante, è ver, ma mi consolo,
 che se tale son io, non sarò solo.
 CECCO
 Allegri, o Buonafede,
 che la copia gentil scender si vede.
 
 SCENA XIII
 
 Al suono di sinfonia cala una nuvola e si apre ed escono FLAMINIA, CLARICE e BUONAFEDE le incontra
 
 BUONAFEDE
 Figlie, mie care figlie,
1135siate le benvenute; ah! Che ne dite,
 bella fortuna aver un genitore
 dello spirito mio
 ch’abbia fatto per voi quel ch’ho fatt’io.
 Lunatiche ora siete,
1140un mondo goderete
 pieno di cose belle,
 splenderete quassù come due stelle.
 FLAMINIA
 Molto vi devo, o padre,
 un uom saggio voi siete,
1145di politica assai voi ne sapete.
 CLARICE
 Si vede certamente
 che avete una gran mente.
 Siete un uom virtuoso senza pari,
 cedon li uomini a voi famosi e chiari.
 BUONAFEDE
1150Inchinatevi tosto
 al nostro imperatore,
 grazie rendete a lui di tanto onore.
 FLAMINIA
 Ma colei è Lisetta.
 BUONAFEDE
 Che volete che io dica?
1155Colei è la felice
 del mondo della luna imperatrice.
 CLARICE
 Oh! Fortunata invero;
 mentre quel della luna è un grand’impero.
 FLAMINIA
 Monarca, a voi m’inchino.
 CECCO
1160Manco male che voi
 vi siete ricordata alfin di noi.
 FLAMINIA
 Perdon io vi domando
 e alla vostra bontà mi raccomando.
 CECCO
 Olà, Espero, udite, (Ad Ernesto)
1165questa bella servite,
 conducetela tosto alle sue stanze
 e insegnateci voi le nostre usanze.
 ERNESTO
 Obbedito sarete.
 BUONAFEDE
                                  Ehi, ehi; fermate.
 Signor, le figlie mie
1170con uomini non vanno
 da sole a sole.
 CECCO
                            In questo nostro mondo
 le femmine ci van pubblicamente
 e non lo fanno mai secretamente.
 BUONAFEDE
 È ver, non parlo più.
 FLAMINIA
                                        Contenta io vado,
1175già che il mio genitore non se ne lagna,
 con Espero gentil che m’accompagna. (Parte)
 CLARICE
 Mia sorella sta bene
 ed io cosa farò?
 La mia stella ancor io non troverò?
 CECCO
1180Eclitico, che siete
 del mio trono lunar cerimoniere,
 con Clarice gentil fate il bracciere.
 ECLITICO
 Prontamente ubbidisco.
 BUONAFEDE
                                               Eh no, non voglio
 che mia figlia da un uom sia accompagnata.
 CECCO
1185L’usanza è praticata
 ancor nel vostro mondo
 ma si serve da noi sol per rispetto
 e non lo fanno qui con altro oggetto.
 BUONAFEDE
 Taccio, non so che dir.
 CLARICE
                                           Vado contenta
1190a contemplar dappresso
 le lunatiche sfere
 col lunatico mio ceremoniere.
 LISETTA
 Ed io son stata qui
 con poca conclusione,
1195come una imperatrice di cartone.
 CECCO
 Mia bella, eccomi a voi,
 vi voglio incoronare
 e nello stesso tempo anche sposare.
 LISETTA
 Ringrazierò la vostra cortesia.
 BUONAFEDE
1200(Rode di nuovo il cuor la gelosia).
 CECCO
 Olà, andiamo tosto
 alla mensa a goder
 e con volti di gioia
 si senta a risuonar voce giuliva,
1205viva l’imperatrice.
 TUTTI
                                     E viva, e viva.
 CECCO
 
    Mia principessa,
 mia monarchessa,
 tutto vi dono lo scetro e il cor.
 
 LISETTA
 
 Grazie vi rendo del vostro favor.
 
 ECLITICO
 
1210   Di cuor mi consolo
 con vostra maestà.
 
 LISETTA
 
    Vi sono obbligata
 di tanta bontà.
 
 BUONAFEDE
 
    Anch’io mi rassegno
1215signora maestà.
 
 LISETTA
 
    Vi sono obbligata
 di tanta bontà.
 
 ECLITICO
 
    Deh lasci che almeno...
 
 BUONAFEDE
 
 Mi dia permissione...
 
 LISETTA
 
1220Prendete, tenete,
 son tutta bontà. (Dà la mano a bacciare)
 
 TUTTI
 
    E viva mill’anni
 vostra maestà.
 
 CECCO
 
    Cara v’abbraccio.
 
 LISETTA
 
1225Senza malizia.
 
 BUONAFEDE
 
 E a me niente?
 
 LISETTA
 
 Senza malizia.
 
 ECLITICO
 
 Sono innocente.
 
 LISETTA
 
 Senza malizia.
 
 TUTTI
 
1230Oh! Che bel mondo!
 Bella innocenza!
 Viver giocondo!
 Caro piacer!
 
 CECCO
 
    Sposa diletta.
 
 LISETTA
 
1235Caro mio sposo.
 
 ECLITICO
 
 Oh benedetta!
 
 LISETTA
 
 Siete grazioso.
 
 BUONAFEDE
 
 Ed a me niente?
 
 LISETTA
 
 Sì, bona gente,
1240tutta di tutti
 senza malizia
 sempre sarò.
 
 TUTTI
 
    Senza malizia,
 senza tristizia
1245sempre amerò.
 
 LISETTA
 
    Bello è l’amare
 senza bramare
 quello che avere
 già non si può.
 
 TUTTI
 
1250   Senza malizia,
 senza tristizia
 sempre amerò.
 
 Fine dell’atto secondo