Il mondo della luna, libretto, Milano, Malatesta, 1751

 ATTO TERZO
 
 SCENA PRIMA
 
 Camera.
 
 FLAMINIA ed ERNESTO
 
 ERNESTO
 Ecco vicina, o cara,
 la sospirata meta
1255de’ miei desiri; in brieve
 Flaminia sarà mia.
 FLAMINIA
                                      Tutto il contento,
 e tu creder mi puoi, nel core io sento;
 ma un rimorso crudele
 funesta il mio piacer; l’ordita frode
1260contro del padre al mio pensier s’affaccia
 e mi sgrida e minaccia.
 ERNESTO
                                             Eh, dal tuo core
 allontana un timore
 che nulla può; placato
 il genitor sarà.
 FLAMINIA
                              Con questa speme
1265l’alma mia si rinfranca e più non teme.
 
    Un sì fedele amante
 vedersi, oh dio! rapir,
 dover la fé costante
 e l’amor mio morir
1270è il più crudel tormento
 d’innamorato cor.
 
    Se in me la mia speranza
 non si serbasse in vita,
 mi mancheria costanza
1275per così fier dolor.
 
 SCENA II
 
 ERNESTO
 
 ERNESTO
 Più felice di me chi può vantarsi?
 Io nel primiero istante
 che mi conobbi amante al caro oggetto
 palesai del mio petto il vivo ardore
1280ed ottenni pietà, fede ed amore.
 
    Non sa qual pena sia
 l’innamorato core
 fra speme e fra timore
 tacendo sospirar.
 
1285   Non langue l’alma mia
 in mezzo a un dubbio affanno,
 amore io mai tiranno
 seppi sinor provar.
 
 SCENA III
 
 LISETTA servita di braccio da BUONAFEDE ed ECLITICO e paggi
 
 LISETTA
 Olà paggi, staffieri,
1290camerieri, braccieri,
 datemi da sedere. Aricordatevi
 ch’io son la monarchessa,
 voglio essere obbedita e rispettata
 e se farete ben, vi sarò grata.
1295Sopra tutto avvertite
 di nulla a riportarmi
 di quel che fa il mio sposo.
 E null’a lui mai riportar di me,
 mentre ognuno di noi pensa per sé.
1300Avete a dormir poco,
 avete a mangiar freddo;
 e nell’ora dell’ozio
 vuo’ che l’astrologia tutti studiate,
 acciò saper possiate
1305quello che far vi tocca,
 senza che a comandarvi apra la bocca.
 Se qualchedun sospira
 per le bellezze mie, ditelo in modo
 di non farmi arrossir. Se la fortuna
1310aiutar vi vorrà con delle mancie,
 un occhio serrerò
 né la fortuna vostra impedirò.
 BUONAFEDE
 Tutto farò per renderla servita.
 ECLITICO
 Sarà mia cura far che sia obbedita.
1315(Io me la godo).
 BUONAFEDE
 Mi favorisca, lei
 è proveduta ancor di cicisbei?
 LISETTA
 Oh che diamene dite,
 oggi ho preso marito.
 BUONAFEDE
                                          In questo mondo,
1320per quello che m’han detto,
 insegna della luna il gallateo
 essere posto in uso il cicisbeo.
 ECLITICO
 Quest’è comune usanza;
 e saria il non averlo una increanza.
 LISETTA
1325Ma il marito?
 ECLITICO
                            Il marito,
 fra’ lunatici umori il più corrente,
 tacerà, soffrirà, non dirà niente.
 BUONAFEDE
 Il lunar cicisbeo,
 pria che siate levata,
1330verrà a bever da voi la cioccolata.
 LISETTA
 E il marito?
 BUONAFEDE
                         E il marito
 col medesimo gioco
 andrà a beverla anch’egli in altro loco.
 LISETTA
 Vi son tenuta inver
1335di tali avvertimenti;
 son monarchessa e da tale oprerò,
 del mio contegno stupir tutti farò.
 Guarderò in maestà,
 non parlerò a nissun, se non in aria.
1340A certa gente bassa
 non darò confidenza
 per non temer da lor qualche insolenza
 ed in specie a certe donniciole,
 che sempre han queste tali
1345l’invidia dentro al cor che le martella,
 or di questa, or di quella
 mormorando da lor a più non posso,
 e tagliano ad ognun i panni addosso.
 
    Quando si trovano
1350le basse femmine,
 dicono, parlano
 sempre così.
 
    «Eh! Non sapete?
 Nina l’ha fatta».
1355«Eh cosa dite?»
 «Lilla fuggì».
 
    Le triste femmine
 sono così.
 
 SCENA IV
 
 BUONAFEDE, ECLITICO E CECCO
 
 CECCO
 Uomo sublunare
1360in questo nostro mondo
 le figlie, quando sono di marito,
 si maritano tosto e non s’aspetta,
 come talor nel vostro mondo usate,
 che le femmine sian quasi invecchiate.
 BUONAFEDE
1365Eh signor, le mie figlie
 son pure ed innocenti.
 CECCO
                                            E pur si dice
 che le femmine vostre
 nascon là giù colla malizia in corpo.
 ECLITICO
 È vero, dite bene,
1370appena una ragazza sa parlare,
 principia a ricercare
 cosa vuol dir sta cosa e poi quest’altra;
 e con il praticar diventa scaltra.
 Le fanciulle alla moda
1375sanno dove che il diavolo ha la coda.
 BUONAFEDE
 Ma Flaminia non sa, non sa Clarice
 distinguer dalla rappa la radice.
 CECCO
 Orsù, se queste hanno da star quassù,
 maritarle conviene,
1380altrimenti così non stanno bene.
 BUONAFEDE
 Io mi rimetto a quello che farà
 vostra più che lunare maestà.
 ECLITICO
 Ecco viene Flaminia, ecco Clarice,
 corteggiando la nostra imperatrice.
 
 SCENA V
 
 LISETTA, FLAMINIA, CLARICE, ERNESTO e detti
 
 LISETTA
1385(Seguitate il mio dir e non temete).
 Brave, brave ragazze, mi piacete,
 se voi mi servirete
 la mancia vi darò
 e quanto prima vi mariterò.
 CECCO
1390Sposa venite in trono,
 il mondo oggi vi veda
 unita al vostro sposo
 dettar leggi con lui.
 Vuo’ che siam promotori e testimoni
1395di due altri felici matrimoni,
 Espero a voi destino
 Flaminia per consorte, (Sedono in trono)
 la prenderete voi?
 ERNESTO
                                    Sì, mio signore,
 lieto la sposerò con tutto il core.
 ECLITICO
1400E voi Flaminia bella,
 siete di ciò contenta?
 FLAMINIA
                                         Contentissima.
 ERNESTO
 Sposa mia dilettissima.
 FLAMINIA
 Adorato consorte.
 A DUE
 Oh felice contento, oh lieta sorte.
 BUONAFEDE
1405Oh figlia, oh sangue mio,
 nel vederti gioir, giubilo anch’io.
 CECCO
 Sposa, disponete Clarice
 or a chi più vi piace.
 LISETTA
 Eclitico, a voi tocca
1410render lieta e felice
 con i vostri sponsali anco Clarice.
 ECLITICO
 Eccomi; pronto io sono
 e dalla destra sua sospiro il dono.
 LISETTA
 Clarice il prenderete?
 CLARICE
                                           E perché no,
1415anzi con tutto il cor lo prenderò.
 ECLITICO
 Ecco la mano e con la mano il core.
 A DUE
 Oh felice fortuna. Oh lieto amore.
 ECLITICO
 
    E viva li sposi,
 e viva l’amor.
 
 CLARICE
 
1420   E viva il contento
 ch’io sento nel cor.
 
 ECLITICO
 
    Visetto mio bello.
 
 CLARICE
 
 Mio caro, mio bello.
 
 A DUE
 
 E viva li sposi,
1425e viva l’amor.
 
 SCENA VI
 
 BUONAFEDE e detti
 
 BUONAFEDE
 Cara la mia figliuola,
 il vederti contenta mi consola.
 CECCO
 Buonafede, che dite,
 siete di ciò contento?
 BUONAFEDE
                                         Anzi ho piacere
1430che sian le mie figliuole maritate.
 CECCO
 Voi stesso l’approvate?
 BUONAFEDE
                                            Signorsì...
 CECCO
 Quando dunque è così,
 per maggior sussistenza
 del loro matrimonio,
1435acciò non si rendesse un giorno vano,
 congiongetele voi di vostra mano.
 BUONAFEDE
 Sì signor, dite bene,
 questa funzione al genitor conviene.
 Figlie io vi congiongo
1440a’ cari vostri sposi;
 state d’accordo insieme, non gridate;
 ed al vostro dover nissun mancate.
 
    Miei sposini graziosini
 vi amerete, dite di sì?
1445Già vi sento che mi dite:
 «Sì mio papà».
 
    Dal contento tutto brilla
 nelle vene il sangue mio;
 e nel sen delle mie viscere
1450un festino già si fa.
 
    Senti che suonano il minué,
 la... la... la... la milza, il fegato balano
 ma il cor per giubilo salta nel mezzo
 e la forlana ballando va.
 
 SCENA ULTIMA
 
 CECCO e detti
 
 CECCO
1455Orsù tutto è finito,
 son fatti i matrimoni;
 Buonafede è contento,
 voi siete soddisfatti.
 Ognun vada a goder la sua fortuna
1460e bisogno non v’è più d’altra luna.
 ECLITICO
 Sì sì, voi dite bene,
 or che siam maritati,
 or ch’è ognuno di noi lieto e giocondo,
 tornar tutti potiam al nostro mondo.
 ERNESTO
1465Al mondo ritorniamo
 e grazie a Buonafede noi rendiamo.
 BUONAFEDE
 Come, che cosa dite,
 intendervi non so.
 CECCO
 Meglio dunque con voi mi spiegherò.
1470Voi ricusaste dar Flaminia in sposa
 al mio signor Ernesto, ei con Eclitico,
 ch’è di Clarice vostra amato amante,
 con finta astrologia
 v’ha condotto nel mondo della luna;
1475e qui cercato ha ognun la sua fortuna.
 Se di ciò che è successo vi dispiace,
 di questa vostra gran credulità
 ora pagate il fio.
 BUONAFEDE
 Lunatico al veder son stat’io
1480ma pazienza, m’avete voi burlato.
 LISETTA
 Ha durato pur poco il principato.
 ECLITICO
 Così appunto succede
 a chi molto desia e tutto crede.
 CORO
 
    Questo è quello che succede
1485a chi vuol cambiar fortuna,
 tutto spera e tutto crede
 nelle stelle e nella luna;
 ma alla fin si pentirà
 chi lunatico sarà.
 
 Fine del dramma