Alessandro nell’Indie, libretto, Stoccarda, Cotta, 1760

 SCENA XIII
 
 ERISSENA e GANDARTE
 
 GANDARTE
1120Adorata Erissena,
 fra perdite sì grandi, ah non si conti
 la perdita di te. Fuggiam da questa
 in più sicura parte.
 Tuo sposo e difensor sarà Gandarte.
 ERISSENA
1125Vanne solo. Io sarei
 d'impaccio al tuo fuggir. La mia salvezza
 necessaria non è. La tua potrebbe
 esser utile all'India; anzi tu devi
 a favor degli oppressi usar la spada.
 GANDARTE
1130E dove senza te speri ch'io vada?
 
    Se viver non poss'io
 lungi da te, mio bene,
 lasciami almen, ben mio,
 morir vicino a te.
 
1135   Che, se partissi ancora,
 l'alma faria ritorno;
 e non so dirti allora
 quel che farebbe il piè. (Parte)