La favola de’ tre gobbi, libretto, Venezia, Sola, 1782 (Li tre difettosi rivali in amore)

 PARPAGNACO
 Dunque sarem d’accordo,
485dunque andaremo insieme
 alla conversazion?
 IL CONTE
                                    Sì, non mi preme,
 venite da madama.
 Venga il terzo ed il quarto ed anco il quinto,
 so che il merito mio sarà distinto.
 PARPAGNACO
490Sapete, signor conte,
 perché una tal risposta
 diedi alla cameriera?
 Perché la mia maniera,
 il mio garbo, il mio tratto
495darà a voi, darà a tutti scaccomatto.
 IL CONTE
 Veramente voi siete un bel Narciso.
 PARPAGNACO
 Oh che leggiadro viso!
 Che grazia avete voi!
 Lo giuro da marchese,
500siete una figurina alla chinese.
 
    Hanno lo stesso core
 tutte le donne in seno,
 cercano tutte amore
 nelli uomini svegliar.
505Da questa alla passione,
 da quella all’Artoà,
 fa ognuna quanto sa,
 credetelo è così.
 
    Superba è quella là.
510Disprezza e si tien su.
 Fa ognuna quanto sa
 per farci tirar giù.
 Le dicon darci il no
 per render caro il sì.
 
 IL CONTE
515Cotanta impertinenza
 io soffrire non voglio.
 PARPAGNACO
                                          Siate buono,
 che, s’io caccio la spada,
 griderete pietà, soccorso invano.
 IL CONTE
 Misero voi, s’io torno a metter mano.
 PARPAGNACO
520Ma vien madama.
 IL CONTE
                                    Non ci vegga irati.
 PARPAGNACO
 Lo sdegno sospendiam.
 IL CONTE
                                             Cessino l’onte.
 PARPAGNACO
 V’abbraccio, amico.
 IL CONTE
                                       Ed io vi baccio in fronte. (Viene madama servita da Macacco)