Lo frate ’nnamorato, libretto, Napoli, De Biase, 1732

 SCENA XV
 
 Vannella da la casa e Don Pietro
 
 DON PIETRO
 O scorbutico padre!
 VANNELLA
                                       Io non potette
 vennecarme co cchella; e mmo nne sento
 n'arraggia nzanetà.
 DON PIETRO
1650E questa rabbia quanno passerà?
 VANNELLA
 Be? che ve pare? Songo state ngiurie,
 che mm'ha ditto Cardella?
 DON PIETRO
 Ah Cardella rubella,
 io ti castigherò. Però mi dia
1655un morso adesso, o mia arrabbiata dea:
 che vo arrabbiare io puro.
 VANNELLA
                                                  Sempe state
 vuie co le bburle.
 DON PIETRO
                                  No: brevi momenti
 meco t'assidi qui: di affari urgenti
 io ti debbo parlar. (Po vao trovanno
1660lo si Carlo pescraje).
 VANNELLA
                                        (Vorria co cchisto
 sborearme no poco).
 DON PIETRO
                                        Ancor non siede?
 Seda, e a man dritta, ch'è ccosa d'assenza.
 VANNELLA
 Io faccio l'obbedienza. (S’assettano)
 DON PIETRO
 Bella, poichè del Fato
1665il rigor mmalorato...
 VANNELLA
                                        Eh, nce vedesse
 quaccuno? Vuie sapite,
 ch'all'uommene io non pozzo sta vecina.
 DON PIETRO
 Non tema, o mia reina: no nc'è nullo,
 che nci pozza smicciar.
 VANNELLA
                                            Secoteggiate.
 DON PIETRO
1670Lei parla tosco adesso?
 VANNELLA
                                            Un quanco io creggio
 dillettarmene.
 DON PIETRO
                             Io godo, e secoteggio.
 Già per lunga stagione io smaniai,
 spasimai...
 VANNELLA
                       Comme? Fuorze
 ebbe doglia di scianco?
 DON PIETRO
                                             Ah non sia mai!
1675Spasimai per amor...
 VANNELLA
                                         Piano li corpi
 amore? Marramao!
 Io trascorrer d'amor non sentirebbe,
 ca mi smarizzarebbe.
 DON PIETRO
                                          Eh senta senta,
 ca sfizio nci avarrà.
 VANNELLA
                                      Dicete; e breve.
 DON PIETRO
1680Come breve, se in queste cose forti
 bisogna essere eterno? Or seguitando
 la dolente rubrica; e, per concludere,
 (giaché l'impon) la tua patrona amai;
 or io... lo dico, o no?
 VANNELLA
                                       Sta titubante?
1685E perché?
 DON PIETRO
                      Lo dirò. Mentr'ella ingrata
 è meco, al suo mostaccio,
 io applicar mi vo con la creata.
 Si turba, si confonde?
 Ha perza la parola, e non risponde?
 VANNELLA
1690Signor... Mannaggia!
 DON PIETRO
                                         Parli.
 VANNELLA
 Io non saprei.
 DON PIETRO
                             Forze de' mali miei
 non ha pietà?
 VANNELLA
                            Vedete...
 E via signor, che voi un matto sete. (Se sose)
 
 DON PIETRO
 Ah crudel! Già lo vedo,
1695che tu ancora per me hai il cor di smalto.
 VANNELLA
 Che smalto? Lei dicette... (Ah chisto proprio!)
 Tornate a dir...
 DON PIETRO
                              Replicherò l'assalto.
 
    Io ti dissi, e a dirti torno:
 tu sarai la mia amorosa.
 
 VANNELLA
 
1700Non sia mai, mi piglio scorno:
 chesta mo è na brutta cosa.
 
 DON PIETRO
 
 La sgrignosa più non fare.
 
 VANNELLA
 
 Mme facite vregognare.
 
 DON PIETRO
 
 Via madama, presto su.
 
 VANNELLA
 
1705Scusi lei caro monzù.
 
 DON PIETRO
 
 Ah furbetta, viperetta!
 Tu vuoi farmi un po' arraggià.
 
 VANNELLA
 
 Forfantello! Zingarello!
 Rossa rossa mi fai fà.
 
 DON PIETRO
 
1710Via facciamo un po' l'amore.
 
 VANNELLA
 
 E chi sape fa l'ammore?
 
 DON PIETRO
 
 Mo te mparo. S'io ti miro,
 e tu fammi un zennarello.
 
 VANNELLA
 
 Accossì?
 
 DON PIETRO
 
                   O bravo, o bello!
1715Tu sospira, s'io sospiro.
 
 VANNELLA
 
 Accossì?
 
 DON PIETRO
 
                   Giusto accossì.
 Dico io poi: mi fai morire.
 
 VANNELLA
 
 Responn'io: mi fai sperire.
 
 DON PIETRO
 
 Basta, basta, tu si masta,
1720e non serve cchiù a mparà.
 
 VANNELLA
 
 (So mparata da quant'ha).