Il mondo alla roversa o sia Le donne che comandano, libretto, Lubiana, Reichhardtin, 1757 (L’impero delle donne)

 SCENA II
 
 TULLIA, CINTIA, AURORA
 
 TULLIA
20Poiché del viril sesso
 abbiam noi sottomesso il fiero orgoglio,
 tener l’abbiamo incatenato al soglio.
 Ma quai credete voi,
 mie fedeli compagne e consegliere,
25fra migliori progetti,
 gli uomini per tenere a noi sogetti?
 CINTIA
 Questo nemico sesso,
 di natura superbo, orgoglioso,
 scuote e lacera il fren, quand’è pietoso.
30Col rigor, col disprezzo,
 soglion le scaltre donne
 tener gli uomini avvinti e incatenati.
 Se sono innamorati,
 tutto soglion soffrire; e quando sono
35più sprezanti le donne e più crudeli,
 essi son più pazienti e più fedeli.
 AURORA
 È ver, ma crudeltà consuma amore.
 Io consiglio migliore
 credo sia il lusingarli,
40finger ognor d’amarli,
 accenderli ben bene a poco a poco
 e poi del loro amor prendersi gioco.
 TULLIA
 Né troppo crude né pietose troppo
 esser ci convien, poiché il disprezzo
45eccita la pietà soverchio usata,
 la fierezza è temuta e non amata.
 Regoli la prudenza
 il feminile impero,
 or clemente, or severo
50il nostro cuor si mostri
 ed il sesso virile a noi si prostri.
 CINTIA
 Ogniun pensi a suo senno, io vuo’ costoro
 aspramente trattar, vogl’io vedergli
 piangere, sospirare,
55fremere e delirare,
 e vuo’ che dopo un lungo,
 crudo servire e amaro,
 un leggiero piacer mi paghin caro.
 
    Briconcelli disgrazziati,
60fate voi gl’innamorati
 e poi quando siam cascate
 ve n’andate e ci piantate.
 Ma con me così non va.
 La mia grazia chi la vuole
65cara assai la pagherà.
 
    Non vi cerco, non vi chiamo,
 non vi curo, non vi bramo.
 Ma poi quando voi volete
 esser docili dovete
70e trattar con civiltà. (Parte)