Il mondo alla roversa o sia Le donne che comandano, libretto, Venezia, Fenzo, 1757 (Bassano)

 SCENA VI
 
 CINTIA, poi TULIA
 
 CINTIA
 Oh quanto mi fan ridere
215con questo sospirar, con questo piangere.
 Gli uomini non s’avvegono
 che quanto più le pregano
 le donne insuperbite più diventano
 e gli amanti per gioco allor tormentano.
 TULIA
220Cintia, che mai faceste
 al povero Giacinto? Egli sospira.
 Egli smania e delira;
 eh, se così farete,
 l’impero di quel cor voi perderete.
 CINTIA
225Anzi più facilmente
 lo perderei colla pietade e i vezzi.
 Gl’uomini sono avvezzi
 per la soverchia nostra
 facilità del sesso
230a saziarsi di tutto e cambiar spesso.
 
    Se gli uomini sospirano,
 che cosa importa a me?
 Che pianghino, che crepino
 ma vuo’ che stiano lì.
235Anch’essi se potessero
 con noi farian così.