Il negligente, libretto, Venezia, Tevernin, 1753

 SCENA III
 
 AURELIA, poi CORNELIO
 
 AURELIA
 Vedrà, vedrà la stolta
985quale sarà del simular l’effetto.
 CORNELIO
 Aurelia, ecco in un foglio
 assicurata alfin la nostra sorte.
 AURELIA
 Adorato consorte,
 voi mi date la vita.
 CORNELIO
                                     Abbiam buscato
990trentamila ducati e siamo in tre,
 diecimila de’ quai toccano a me!
 AURELIA
 Ora, se a me non riesce
 di carpirli la dote,
 poco v’importterà.
 CORNELIO
                                     Nulla mi preme.
995I diecimila li godremo insieme.
 AURELIA
 (Buon per me. Filiberto
 ora meco è sdegnato). (Da sé)
 CORNELIO
                                            Che ne dite;
 son io di buona testa?
 AURELIA
                                           Ma il denaro
 l’avete ancora avuto?
 CORNELIO
1000No, ma son qui venuto
 per farmelo contare.
 AURELIA
 Fra tanto ci potressimo sposare.
 CORNELIO
 Ciò si fa facilmente. Ecco la mano.
 AURELIA
 Accetto il dolce invito,
1005tua consorte son io.
 CORNELIO
                                      Son tuo marito.
 AURELIA
 
    Che bel contento è questo
 sposarsi qui fra noi.
 Ma questa sera poi,
 Cornelio, come andrà?
1010Oh che piacer, mio caro,
 o che felicità!
 
    (Se Filiberto è in collera,
 più non importa a me.
 Qualcuno sempre c’è
1015che fa la carità).