Il negligente, libretto, Venezia, Tevernin, 1753

 SCENA ULTIMA
 
 DORINDO, PORPORINA e PASQUINO che restano in disparte
 
 DORINDO
1120Fermatevi, signor, che nulla tiene
 quel vostro bel contratto.
 A’ quanti è stipulato?
 CORNELIO
 Stamane fu firmato.
 DORINDO
 Questo è del giorno d’ieri.
 CORNELIO
                                                  E che contiene?
 DORINDO
1125Un’ampia donazione
 che fa di tutto il suo
 Filiberto alla figlia,
 quest’istrumento il giorno d’ieri è fatto;
 onde non val di questo dì il contratto.
 CORNELIO
1130La lite tornerà...
 DORINDO
                                Non ho paura.
 So ch’ell’è un’impostura.
 Signor siete ingannato. (A Filiberto)
 Cornelio e ser Imbroglio v’han gabato.
 FILIBERTO
 Che siate benedetto; e qual mercede
1135posso darvi signor?
 DORINDO
                                      Di vostra figlia
 a me basta la mano; e voi sarete
 padron del vostro, fino che vivete.
 FILIBERTO
 Io son contento.
 LISAURA
                                Ed io felice sono.
 DORINDO
 Donatemi la destra, il cor vi dono.
 FILIBERTO
1140Aurelia, andate tosto
 fuori di casa mia.
 AURELIA
                                   Poco m’importa;
 di già son maritata.
 CORNELIO
                                       V’ingannate.
 Se la roba non v’è più non vi voglio.
 Non va l’obbligazione.
 AURELIA
1145Voi mi sposaste senza condizione.
 Voglia o non voglia, alfin vostra son io.
 CORNELIO
 Ho fatto un bel guadagno da par mio.
 FILIBERTO
 Se speraste goder, soffrite il danno,
 sopra l’ingannator cade l’inganno.
 PORPORINA
1150Pietà, signor padron.
 PASQUINO
                                         Misericordia.
 FILIBERTO
 Siete qui disgraziati?
 Ancor per questa volta
 vi siano i vostri falli perdonati.
 CORO
 
    Chi lieto giubila,
1155chi tristo geme,
 chi piange e freme,
 chi lieto sta.
 
    Dolente è il core
 del traditore.
1160Ma l’innocente
 godendo va.
 
 Fine del dramma