Il negligente, libretto, Bologna, Sassi, 1754

 SCENA ULTIMA
 
 DORINDO, PORPORINA e PASQUINO che restano in disparte
 
 DORINDO
 Fermatevi signor, che nulla tiene
 quel vostro bel contratto;
1125ai quanti è stipulato?
 CORNELIO
 Stamane fu firmato.
 DORINDO
 Questo è del dì di ieri.
 CORNELIO
                                            E che contiene?
 DORINDO
 Un’ampla donazione
 che fa di tutto il suo
1130Filiberto alla figlia.
 Quest’istromento il dì di ieri è fatto,
 onde non val di questo dì il contratto.
 CORNELIO
 La lite tornerà...
 DORINDO
                                Non ho paura,
 so ch’ella è un’impostura;
1135signor, siete ingannato, (A Filiberto)
 Cornelio e ser Imbroglio v’han gabbato.
 FILIBERTO
 Che siate benedetto, e qual mercede
 posso darvi signor?
 DORINDO
                                      Di vostra figlia
 a me basta la mano e voi sarete
1140padron del vostro, sino che vivete.
 FILIBERTO
 Io son contento.
 LISAURA
                                Ed io felice sono.
 DORINDO
 Donatemi la destra, il cor vi dono.
 FILIBERTO
 Aurelia, andate tosto
 fuori di casa mia.
 AURELIA
                                   Poco m’importa;
1145di già son maritata.
 CORNELIO
                                       V’ingannate,
 se la roba non v’è più non vi voglio,
 non val l’obbligazione.
 AURELIA
 Voi mi sposaste senza condizione;
 voglia o non voglia, alfin vostra son io.
 CORNELIO
1150Ho fatto un bel guadagno da par mio.
 FILIBERTO
 Se speraste goder, soffrite il danno,
 sopra l’ingannator cade l’inganno.
 PORPORINA
 Pietà, signor padron.
 PASQUINO
                                         Misericordia.
 FILIBERTO
 Siete qui, disgraziati?
1155Ancor per questa volta
 vi sieno i vostri falli perdonati.
 CORO
 
    Chi lieto giubbila,
 chi tristo geme,
 chi piange e freme,
1160chi lieto sta.
 
    Dolente è il core
 del traditore
 ma l’innocente
 godendo va.
 
 Fine del dramma