Il negligente, libretto, Porto, 1762 (Il trascurato)

 SCENA II
 
 LISAURA, poi AURELIA
 
 LISAURA
 Amor non dà mai pace.
 Quand’un’alma dovrebbe esser contenta
 timore e gelosia l’alma tormenta.
 AURELIA
885O signora Lisaura, le son serva.
 Ella è sempre più bella e più vezzosa.
 Quando mai si fa sposa?
 LISAURA
 Ch’io sia sposa o fanciulla,
 quest’è un affar che a voi non preme nulla.
 AURELIA
890Anzi mi preme assai;
 anzi sempre bramai
 che il ciel secondo e amico
 fosse al suo cor. (Non me n’importa un fico).
 LISAURA
 Ed io bramai di core,
895per non dirvi bugia,
 che voi di questa casa andaste via.
 AURELIA
 Grazie alla sua bontà. N’andrò ma forse
 bramerà il mio ritorno
 e si ricorderà d’Aurelia un giorno.
 LISAURA
900È difficile molto.
 AURELIA
                                  Oh già si sa
 che una dama di rango non si degna
 rammentarsi di me vile ed abietta.
 LISAURA
 Siete, Aurelia mia cara, una fraschetta.
 
    L’onda dal mar divisa
905bagna la valle, il monte,
 va passagiera in fiume,
 va prigionera in fonte,
 mormora sempre e geme,
 fin che non torna al mar.
 
910   Al mar, dov’ella nacque,
 dove acquistò gli umori,
 dove da lunghi errori
 spera di riposar.