Il negligente, libretto, Venezia, Zatta, 1795

 SCENA ULTIMA
 
 DORINDO, PORPORINA e PASQUINO che restano in disparte
 
 DORINDO
 Fermatevi, signor, che nulla tiene
 quel vostro bel contratto.
 Ai quanti è stipulato?
 CORNELIO
1120Stamane fu firmato.
 DORINDO
 Questo è del giorno d’ieri.
 CORNELIO
                                                  E che contiene?
 DORINDO
 Un’ampia donazione
 che fa di tutto il suo
 Filiberto alla figlia.
1125Quest’istrumento il giorno d’ieri è fatto.
 Onde non val di questo dì il contratto.
 CORNELIO
 La lite tornerà...
 DORINDO
                                Non ho paura,
 so ch’ell’è un’impostura.
 Signor, siete ingannato. (A Filiberto)
1130Cornelio e ser Imbroglio v’han gabbato.
 FILIBERTO
 Che siate benedetto! E qual mercede
 posso darvi, signor?
 DORINDO
                                       Di vostra figlia
 a me basta la mano; e voi sarete
 padron del vostro, fino che vivete.
 FILIBERTO
1135Io son contento.
 LISAURA
                                Ed io felice sono.
 DORINDO
 Donatemi la destra, il cor vi dono.
 FILIBERTO
 Aurelia, andate tosto
 fuori di casa mia.
 AURELIA
                                   Poco m’importa;
 di già son maritata.
 CORNELIO
                                       V’ingannate.
1140Se la roba non v’è più non vi voglio;
 non val l’obbligazione.
 AURELIA
 Voi mi sposaste senza condizione.
 Voglia o non voglia, alfin vostra son io.
 CORNELIO
 Ho fatto un bel guadagno da par mio.
 FILIBERTO
1145Se speraste goder, soffrite il danno;
 sopra l’ingannator cade l’inganno.
 PORPORINA
 Pietà, signor padron.
 PASQUINO
                                         Misericordia.
 FILIBERTO
 Siete qui disgraziati?
 Ancor per questa volta
1150vi siano i vostri falli perdonati.
 CORO
 
    Chi lieto giubila,
 chi tristo geme,
 chi piange e freme,
 chi lieto sta.
 
1155   Dolente è il core
 del traditore.
 Ma l’innocente
 godendo va.
 
 Fine del dramma
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 È
1160È
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