Il negligente, libretto, [Norimberga?], s.d.

 SCENA VII
 
 DORINDO, poi LISAURA
 
 DORINDO
575Sentimi, non è ver, quasi mi spiace
 aver dato al meschin sì gran cordoglio.
 So per prova qual sia
 il tormento crudel di gelosia.
 Ma ecco la mia bella
580che a beare mi vien co l’occhi suoi.
 LISAURA
 Dorindo, eccomi a voi.
 DORINDO
 Tutti siamo traditi; ho discoperta
 una barbara trama.
 Di spogliar Filiberto oggi si brama.
585Cornelio, il conte e ser Imbroglio uniti
 al vostro genitor fanno la lite.
 Dimani si farà l’aggiustamento;
 e il caro negligente,
 a Cornelio affidato,
590ch’è l’impostor più franco,
 ha dato un foglio sottoscritto in bianco.
 LISAURA
 Donde sapeste ciò?
 DORINDO
                                      Da uno scrivano
 di ser Imbroglio che a pietà s’è mosso
 e di voi e di me; quello che stese
595la scrittura per noi del matrimonio.
 LISAURA
 Adunque che sarà?
 DORINDO
                                      Vi ho rimediato;
 vo’ che l’inganator resti ingannato.
 LISAURA
 Come mai?
 DORINDO
                         Sol mi basta
 che da vostro genitore
600sottoscriver facciate questa carta.
 S’egli, ch’è negligente,
 senza leggerlo prima,
 oggi soscrive il foglio,
 scherniremo Cornelio e ser Imbroglio.
 LISAURA
605Tutto per voi farò. Già il padre mio
 si contenta che io
 vi prenda per mio sposo.
 DORINDO
                                                E questo è bene;
 profittarsi conviene
 della sua negligenza.
610Ditegli che la carta
 contien di nostre nozze il sol contratto;
 e vi metta il suo nome; e il colpo è fatto.
 LISAURA
 Non vorrei d’un inganno
 esser tacciata poi.
 DORINDO
                                   Non dubitate.
615Questa è l’ultima moda;
 l’inganno, se va bene, ancor si loda.
 
    La speranza di quest’alma
 mi promette ogni contento
 ed allor che più pavento,
620mi ritorna a lusingar.
 
    L’amor mio con esso vive
 e per lui soffre costante
 quelle pene che un amante
 è costretto a tolerar.