Il negligente, libretto, [Norimberga?], s.d.

 SCENA II
 
 LISAURA, poi AURELIA
 
 LISAURA
 Amor non dà mai pace,
730quand’un’alma dovrebbe esser contenta,
 timore e gelosia l’alma tormenta.
 AURELIA
 Oh signora Lisaura! Le son serva.
 Ella è sempre più bella e più vezzosa;
 quando mai si fa sposa?
 LISAURA
735Ch’io sia sposa o fanciulla,
 quest’è un affar che a voi non preme nulla.
 AURELIA
 Anzi mi preme assai;
 anzi sempre bramai
 che il ciel secondo e amico
740fosse al suo cuor. (Non me ne importa un fico).
 LISAURA
 Ed io bramai di cuore,
 per non dirvi bugia,
 che voi di questa casa andaste via.
 AURELIA
 Grazie alla sua bontà. Vi andrò ma forse
745bramerà il mio ritorno
 e si riccorderà d’Aurelia un giorno.
 LISAURA
 È difficile molto.
 AURELIA
                                  Oh già si sa
 che una dama di rango non si degna
 rammentarsi di me, vile ed abbietta.
 LISAURA
750Siete, Aurelia mia cara, una fraschetta.
 
    Non vi credete che siam del pari;
 parlar dovete con più rispetto;
 v’è differenza fra voi e me.
 
    Per questa volta ve la perdono;
755un cuor più buono del mio non v’è.
 
 [lacuna]
 
 CORNELIO
 [...] Son tuo marito.
 AURELIA
 
    Lasciar d’amarti e vivere,
 no, non potrei, cuor mio,
 che serve a me per anima
760la sola fedeltà.
 
   E se di te più amabile
 trovar mai non poss’io,
 non posso in altro scorgere
 la mia felicità.