Demofoonte, libretto, Stoccarda, Cotta, 1764

 SCENA IX
 
 CHERINTO solo
 
 CHERINTO
370Oh dei perché tanto furor! Che mai
 l'avrà detto il german! Voler ch'io stesso
 nelle fraterne vene... Ah che in pensarlo
 gelo d'orror. Ma con qual fasto il disse!
 Con qual fierezza! E pur quel fasto e quella
375sua fierezza m'alletta. In essa io trovo
 un non so che di grande
 che in mezzo al suo furore
 stupir mi fa, mi fa languir d'amore.
 
    Il suo leggiadro viso
380non perde mai beltà,
 bello nella pietà,
 bello è nell'ira.
 
    Quand'apre i labbri al riso,
 parmi la dea del mar;
385e Pallade mi par,
 quando s'adira. (Parte)