Demofoonte, libretto, Lisbona, Stamperia Reale, 1775

 SCENA XI
 
 DIRCEA e poi TIMANTE
 
 DIRCEA
 Dove, misera, ah dove
400vuol condurmi a morir? Figlio innocente,
 adorato consorte, oh dei, che pena
 partir senza vedervi.
 TIMANTE
                                         Alfin ti trovo
 Dircea, mia vita.
 DIRCEA
                                  Ah caro sposo addio
 e addio per sempre. Al tuo paterno amore
405raccomando il mio figlio.
 Abbraccialo per me. Bacialo e tutta
 narragli, quando sia
 capace di pietà, la sorte mia.
 TIMANTE
 Sposa che dici? Ah nelle vene il sangue
410gelar mi fai!
 DIRCEA
                          Certo scoperse il padre
 il nostro arcano. Ebro è di sdegno e vuole
 quindi lungi condurmi. Io lo conosco,
 per me non v'è più speme.
 TIMANTE
                                                   Eh rassicura
 lo smarrito tuo cor, sposa diletta,
415al mio fianco tu sei.