Demofoonte: collazione
Demofoonte

Università di Siena

Pietro Metastasio
Niccolò Jommelli

Demofoonte

Progetto Andrea Chegai

Cura dei testi verbali Antonella D’Ovidio

 DEMOFOONTE
1Adrasto! Ah dunque esser può il ciel cotanto
2avido ancora d'innocente sangue!
3Sì, m'ero lusingato
4che dovesse esser questo
5il giorno fortunato
6che prescrivesse il fine al crude rito
7dall'oracol richiesto. Io volo al tempio,
8formo preghiere e voti a' pié del nume,
9lo consulto di nuovo
10sui casi nostri orribili e funesti
11ma qual risposta, oh dio, tu l'intendesti.
 ADRASTO
12Ne mi so ancor riscuoter dall'orrore.
13Ella è oscura e crudel: ma che vuol farsi?
14Convien piegar la fronte, ove si tratta
15di un decreto divino
16e dal tempo sperar miglior destino.
 DEMOFOONTE
17Miserabil conforto! E sempre intanto
18son costretto a tremar.
ADRASTO
                                         Per chi signor
19poiché da rito orrendo
20lontante dalla Tracia, il cielo assolve
21le figlie del monarca?
 DEMOFOONTE
22Ah, che il monarca, Adrasto,
23d'gni fedel vassallo che l'adora
24perché appunto è monarca, è padre ancora.
 ADRASTO
25Ma nella lor sventura i tuoi vassalli
26lamentarsi di te però non odi.
27Piange ciascun: ma le sue figlie all'urna
28non ricusa d'offrir. Matusio solo...
 DEMOFOONTE
29Compatirei Matusio
30come padre: ma troppo
31con pertinace orgoglio
32uguagliandosi a me troppo pretende
33e la reale maestade offende.
34So quanto può l'amor paterno e questo
35forse ingiusto mi rese allontanando
36le figlie mie... Deh quanto,
37oh figlie mi costate!... Ahi tutti veggo,
38gli obblighi di chi regna,
39ma la necessità gran cose insegna.
40        Per lei fra l'armi dorme il guerriero,
41     Per lei fra l'armi canta il nocchiero,
42     per le la morte terror non ha.
43        Fin le più timide belve fugaci
44     valor dimostrano, si fanno audaci
45     quand'è il combattere necessità.