Attilio Regolo: collazione
Attilio Regolo

Università di Siena

Pietro Metastasio
Niccolò Jommelli

Attilio Regolo

Progetto Andrea Chegai

Cura dei testi verbali Lorenzo Mattei

 LICINIO
1Sei tu mia bella Attilia! Oh dei! Confusa
2fra la plebe e i littori
3di Regolo la figlia
4qui trovar non credei.
ATTILIA
                                        Su queste soglie
5ch'esca il console attendo. Io voglio almeno
6farlo arrossir. Più di riguardi ormai
7non è tempo o Licinio. In lacci avvolto
8geme in Africa il padre; un lustro è scorso;
9nessun s'affana a liberarlo; io sola
10piango in Roma e rammento i casi sui.
11Se taccio anch'io chi parlerà per lui?
 LICINIO
12Non dir così, saresti ingiusta. E dove,
13dov'è chi non sospiri
14di Regolo il ritorno e che non creda
15un acquisto leggier l'Africa doma,
16se ha da costar tal cittadino a Roma!
17Di me non parlo; è padre tuo; t'adoro;
18lui duce appresi a trattar l'armi; e quanto
19degno d'un cor romano
20in me traluce ei m'inspirò.
ATTILIA
                                                Finora
21però non veggo...
LICINIO
                               E che potei privato
22finor per lui? D'ambiziosa cura
23ardor non fu che a procurar m'indusse
24la tribunizia potestà; cercai
25d'avvalorar con questa
26l'istanze mie. Del popol tutto a nome
27tribuno or chiederò...
ATTILIA
                                       Serbisi questo
28violento rimedio al caso estremo.
29Non risvegliam tumulti
30fra 'l popolo e 'l Senato. È troppo, il sai,
31della suprema autorità geloso
32ciascun di loro. Or questo, or quel n'abusa;
33e quel che chiede l'un, l'altro ricusa.
34V'è più placida via. So che a momenti
35da Cartagine in Roma
36un orator s'attende. Ad ascoltarlo
37già s'adunano i padri
38di Bellona nel tempio. Ivi proporre
39di Regolo il riscatto
40il console potria.
LICINIO
                              Manlio? Ah rammenta
41che del tuo genitore emulo antico
42fu da prim'anni. In lui fidarsi è vano.
43È Manlio un suo rival.
ATTILIA
                                        Manlio è un romano;
44né armar vorrà la nimistà privata
45col pubblico poter. Lascia ch'io parli,
46udiam che dir saprà.
LICINIO
                                      Parlagli, almeno
47parlagli altrove e non soffrir che mista
48qui fra 'l volgo ti trovi.
ATTILIA
                                        Anzi vogl'io
49che appunto in questo stato
50mi vegga, si confonda,
51che in pubblico m'ascolti e mi risponda.
 LICINIO
52Ei vien.
ATTILIA
               Parti.
LICINIO
                          Ah né pure
53d'uno sguardo mi degni!
ATTILIA
                                             In quest'istante
54io son figlia, o Licinio, e non amante.
 LICINIO
55        Tu sei figlia e lodo anch'io
56     il pensier del genitore;
57     ma ricordati ben mio
58     qualche volta ancor di me.
59        Non offendi, o mia speranza,
60     la virtù del tuo bel core,
61     rammentando la costanza
62     di chi vive sol per te.