L’olimpiade (Pergolesi): collazione
L’olimpiade

Università di Milano

Pietro Metastasio
Giovanni Battista Pergolesi

L’olimpiade

Progetto Claudio Toscani

Cura dei testi verbali Romana Margherita Pugliese

 LICIDA
1Ho risoluto Aminta:
2più consigli non vuo'.
AMINTA
                                       Licida, ascolta.
3Deh modera una volta
4questo tuo violento
5spirito intolerante.
LICIDA
                                  E in chi poss'io
6fuor che in me più sperar? Megacle istesso,
7Megacle m'abbandona
8nel bisogno maggiore! Or va', riposa
9sulla fé d'un amico.
AMINTA
                                   Ancor non dei
10condannarlo però. Breve cammino
11non è quel che divide
12Elide, in cui noi siamo,
13da Creta, ov'ei restò. L'ali alle piante
14non ha Megacle alfin. Forsi il tuo servo
15subito nol rinvenne. Il mar frapposto
16forse ritarda il suo venir. T'accheta;
17in tempo giungerà. Prescritta è l'ora
18agli olimpici giuochi
19oltre il merigio, ed or non è l'aurora.
 LICIDA
20Sai pur che ognun che aspiri
21all'olimpica palma, or sul mattino
22dee presentarsi al tempio? Il grado, il nome,
23la patria palesar? Di Giove all'ara
24giurar di non valersi
25di frode nel cimento?
AMINTA
                                       Il so.
LICIDA
                                                 T'è noto
26ch'escluso è dalla pugna
27chi quest'atto solenne
28giunge tardi a compir? Vedi la schiera
29de' concorrenti atleti? Odi il festivo
30tumulto pastoral? Dunque, che deggio
31attender più? Che più sperar?
AMINTA
                                                       Ma quale
32sarebbe il tuo disegno?
LICIDA
                                          All'ara innanzi
33presentarmi con gli altri.
AMINTA
                                             E poi?
LICIDA
                                                          Con gli altri
34a suo tempo pugnar.
AMINTA
                                     Tu!
LICIDA
                                            Sì. Non credi
35in me valor che basti?
AMINTA
                                        Eh qui non giova,
36prence, il saper come si tratti il brando.
37Altra specie di guerra, altr'armi ed altri
38studi son questi. Ignoti nomi a noi
39cesto, disco, palestra; a' tuoi rivali,
40per lung'uso, son tutti
41familiari esercizi. Al primo incontro
42del giovanile ardire
43ti potresti pentir.
LICIDA
                                Se fosse a tempo
44Megacle giunto a tai contese esperto,
45pugnato avria per me. Ma s'ei non viene,
46che far degg'io? Non si contrasta, Aminta,
47oggi in Olimpia del selvaggio ulivo
48la solita corona. Al vincitore
49sarà premio Aristea, figlia reale
50dell'invitto Clistene, onor primiero
51delle greche sembianze, unica e bella
52fiamma di questo cor, benché novella.
 AMINTA
53Ed Argene?
LICIDA
                      Ed Argene
54più riveder non spero. Amor non vive,
55quando muor la speranza.
AMINTA
                                               E pur giurasti
56tante volte...
LICIDA
                       T'intendo. In queste fole
57finché l'ora trascorra
58trattener mi vorresti. Addio.
AMINTA
                                                   Ma senti.
 LICIDA
59No, no.
AMINTA
              Vedi che giunge...
 LICIDA
60Chi?
AMINTA
          Megacle.
LICIDA
                           Dov'è?
AMINTA
                                         Fra quelle piante.
61Parmi... No... Non è desso.
LICIDA
                                               Ah mi deridi:
62e lo merito Aminta. Io fui sì cieco
63che in Megacle sperai.
MEGACLE
                                        Megacle è teco.