Il re pastore: collazione
Il re pastore

Università di Siena

Pietro Metastasio
Niccolò Jommelli

Il re pastore

Progetto Andrea Chegai

Cura dei testi verbali Lorenzo Mattei

 AMINTA
1        Intendo, amico rio,
2     quel basso mormorio;
3     tu chiedi in tua favella
4     il nostro ben dov'è.
5        Intendo amico rio...
6Bella Elisa? Idol mio?
7dove?
ELISA
            A te, caro Aminta.
AMINTA
                                             Oh dei! Non sai
8che il campo d'Alessandro
9quindi lungi non è? Che tutte infesta
10queste amene contrade
11il Macedone armato?
ELISA
                                      Il so.
AMINTA
                                                Ma dunque
12perché sola t'esponi all'insolente
13licenza militar?
ELISA
                             Rischio non teme,
14non ode amor consiglio.
15Il non vederti è il mio maggior periglio.
 AMINTA
16E per me...
ELISA
                     Deh m'ascolta. Ho colmo il core
17di felici speranze e non ho pace
18finché con te non le divido.
AMINTA
                                                 Altrove
19più sicura potrai...
ELISA
                                  Ma d'Alessandro
20fai torto alla virtù. Son della nostra
21sicurezza custodi
22quelle schiere che temi. Ei da un tiranno
23venne Sidone a liberar; né vuole
24che sia vendita il dono;
25ne franse il giogo e ne ricusa il trono.
 AMINTA
26Chi sarà dunque il nostro re?
ELISA
                                                     Si crede
27che, ignoto anche a sé stesso, occulto viva
28il legittimo erede.
AMINTA
                                 E dove?
ELISA
                                                Ah lascia
29che Alessandro ne cerchi. Odi; la mia
30pietosa madre, oh cara madre! alfine
31già l'amor mio seconda; ella de' nostri
32sospirati imenei
33va l'assenso a implorar dal genitore.
34E l'otterrà; me lo predice il core.
 AMINTA
35Ah!
ELISA
        Tu sospiri Aminta?
36Che vuol dir quel sospiro?
 AMINTA
37Contro il destin m'adiro
38che sì poco mi fece
39degno, Elisa, di te. Tu vanti il chiaro
40sangue di Cadmo; io pastorello oscuro
41ignoro il mio. Tu abbandonar dovrai
42per me gli agi paterni. Offrirti invece
43io non potrò nella mia sorte umile
44che una povera greggia, un rozzo ovile.
 ELISA
45Non lagnarti del ciel; prodigo assai
46ti fu de' doni suoi. Se l'ostro e l'oro
47a te negò, quel favellar, quel volto,
48quel cor ti diè. Non le ricchezze o gli avi,
49cerco Aminta in Aminta; ed amo in lui
50fin la sua povertà. Dal dì primiero
51che ancor bambina io lo mirai, mi parve
52amabile, gentile
53quel pastor, quella greggia e quell'ovile.
54E mi restò nel core
55quell'ovil, quella greggia e quel pastore.
 AMINTA
56Oh mia sola, o mia vera
57felicità! Quei cari detti...
ELISA
                                            Addio.
58Corro alla madre e vengo a te. Fra poco
59io non dovrò mai più lasciarti. Insieme
60sempre il sol noi vedrà, parta o ritorni.
61Oh dolce vita! Oh fortunati giorni!
62        Alla selva, al prato, al fonte
63     io n'andrò col gregge amato;
64     e alla selva, al fonte, al prato
65     l'idol mio con me verrà.
66        In quel rozzo angusto tetto
67     che ricetto a noi darà,
68     con la gioia e col diletto,
69     l'innocenza albergherà.